SANREMO 2020 (parte 1/3): QUEL SORRISINO BEFFARDO E COMPIACIUTO…

SANREMO 2020 (parte 1/3): QUEL SORRISINO BEFFARDO E COMPIACIUTO…
Condividi l'articolo:

È più forte di me: non ce la faccio a non commentare la prima serata di Sanremo 2020, non riesco ad aspettare.

Mi annoiano i lamentoni e i criticoni che parlano di quello che ha fatto loro schifo, quindi giuro che non parlerò di Albano e Romina. Ah, si fottano i vari #iononguardoSanremo, perché ‘sticazzi, fate quello che vi pare e #FatePocaMaletta.

La prima serata di Sanremo 2020 mi è piaciuta, in particolare per tre motivi.

sanremo 2020
Amadeus, Diletta Leotta, Rula Jebreal e Rosario Fiorello (fotogramma da RaiPlay).

Primo: la naturalezza.
Finalmente nessuna pretesa di far ridere per forza – senza riuscirci – e una conduzione decisamente più sciolta e naturale, seppure semplice. Amadeus, sul quale avevo più di qualche perplessità, ha fatto il suo compitino (non è mica poco), e pure meglio di altri.
Speriamo che duri.

Secondo: l’emozione.
In due parole: Rula Jebreal.
Elegante e formale (ma non troppo), mai fuori posto, potente e profonda. Per me perfetta, una scelta azzeccata: il suo monologo sulla violenza contro le donne è arrivato dritto al cuore.

Non serve aggiungere nulla, è un monologo da guardare e riguardare. La standing ovation dell’Ariston è il minimo (altro che Il Volo).

Terzo: «Me ne frego»
Achille Lauro. Commentando la scorsa edizione del Festival di Sanremo ho scritto una frase che, letta ora, sembra profetica, ma non ci voleva molto: «Non gliene frega un cazzo di niente e di nessuno, men che meno dell’intonazione» (qui il link all’articolo).

achille lauro sanremo 2020 me ne frego
Achille Lauro (foto da ilmessaggero.it)

Con quel sorrisino beffardo e compiaciuto quando si spoglia per me ha già vinto.

La sua performance è un’esplosione artistica, l’ennesima scossa alle convenzioni e alle tradizioni di un Sanremo sempre a un passo dalla monotonia e della noia. Uno schiaffo al perbenismo.

Non si è inventato nulla, ma ha avuto il coraggio e la sfacciataggine di presentarsi semplicemente per quello che è, forse provocando, ma senza leccare il culo a nessuno.

Senza di lui staremmo a parlare di Albano che a momenti si sfracella per le scale. Basterebbe questo per ringraziarlo.


LINK INTERESSANTI

Il consiglio di oggi è TRENO: GLI INCONTRI CHE NON TI ASPETTI

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *