BABY BOOMER, MILLENIAL, GENERAZIONE “Z”: L’ALFABETO DELLE GENERAZIONI

BABY BOOMER, MILLENIAL, GENERAZIONE “Z”: L’ALFABETO DELLE GENERAZIONI
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Mi occupo di una rubrica per la Rivista Aristotele. Per me un’occasione, un piacere, un onore. Una figata, insomma, #seguici!
Qui sul blog pubblico qualche estratto dei miei pezzi, allegando di volta in volta il link all’articolo completo pubblicato su #RivistaAristotele.


Dare un nome alle cose è spesso importante: significa sapere che esistono, saperle riconoscere e magari riuscire a studiarle.

La distinzione delle generazioni umane è qualcosa che attrae sempre di più non solo gli studiosi e i demografi, ma anche chiunque si occupi di comunicazione e marketing, perché non tutte le generazioni usano lo stesso linguaggio e/o gli stessi canali di comunicazione, o comunque li usano in modi diversi. Ad esempio, vendere un prodotto a una persona nata nel 1950 è molto diverso rispetto a farlo con qualcuno del 2001.

Ogni generazione ha le sue peculiarità – Essere nati in un certo periodo storico-sociale-tecnologico, piuttosto che in un altro, significa essersi costruiti un background di vita diverso, che si traduce, tra le altre cose, in differenti modi di pensare, agire e relazionarsi. Esistono diverse classificazioni delle generazioni, non tutte coincidenti, ma sostanzialmente analoghe. 

classificazione generazioni istat
Fonte: Rapporto annuale 2016, Istat.

Può risultare difficile districarsi tra le nomenclature delle varie suddivisioni, perché spesso non sono così intuitive e possono creare confusione. Ad esempio, le ultime generazioni, a differenza delle precedenti, tendono a essere identificate da lettere come “X”, “Y”, “Z”. Ecco perché è importante capire bene quali sono queste classificazioni, perché sono così costruite e quali informazioni portano con sé. Come spiegato nel rapporto annuale 2016 dell’Istat, le generazioni vengono distinte e raggruppate in base «[…] all’avere sperimentato l’ingresso nella vita adulta in corrispondenza di periodi storici che hanno rappresentato una “rottura” nel continuum della nostra storia.»

Le principali suddivisioni sono queste:

  • Generazione della ricostruzione (o generazione zero senior), che comprende i nati dal 1926 al 1945 ed è stata la grande protagonista del secondo dopoguerra.
  • Baby boomers, costituita dai nati tra il 1946 e il 1965, quelli dell’epoca del boom economico e demografico, delle rivoluzioni, del femminismo, della cultura Hippie.
  • Generazione X (o generazione di transizione), rappresentata dai nati tra il 1966 e il 1980, che “segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo millennio; i suoi membri sono cresciuti tra la fine del blocco sovietico e l’allargamento a Est dell’Unione europea. Sono entrati nel mondo del lavoro con più lauree e master dei propri genitori ma sono anche i primi a subire le conseguenze della recessione, con minori opportunità di lavoro sia in termini di quantità sia di qualità.” (Rapporto annuale 2016, Istat)
  • Millenials (o generazione Y o echo-boomers, perché spesso figli dei Baby boomers), ossia tutti coloro che sono entrati in età adulta nei primi 15 anni del nuovo millennio, quindi i nati tra il 1981 e il 1995. La prima generazione ad avere familiarità con le tecnologie digitali, ma anche a soffrire la crisi economica.
  • Generazione Z (o Post-millenials), che comprende i nati dal 1996 in poi. Sono i nativi digitali, «nati e cresciuti nel periodo in cui le nuove tecnologie informatiche si sono maggiormente diffuse e hanno quindi percorso tutto o buona parte del loro iter formativo nell’era di internet, il che li connota per essere sempre connessi con la rete.»

Qualcuno tende a considerare Millenials tutti i nati dal 1981 in poi, distinguendo generazione Y (1981-1995) e generazione Z (1996-oggi), ma la sostanza non cambia.

anziani e giovani generazioni a confronto

Uno strumento poco italiano – L’importante è avere ben chiaro di cosa e di chi si parla. La classificazione delle generazioni, infatti, ci permette di analizzare gli impatti degli eventi storici, politici, sociali, tecnologici ed economici sulle persone del rispettivo periodo di nascita. Si tratta di un tipo di strumentazione largamente sfruttato in tutto il mondo, specialmente in ampie realtà imprenditoriali e in paesi ad alto sviluppo tecnologico come USA e Cina. Le implicazioni concrete consentono di intuire le tendenze, le preferenze, le abitudini, il comportamento, i gusti, gli stili di vita, i mezzi e i modi di comunicazione prevalenti, per meglio raggiungere una determinata fetta di pubblico e, a oggi, sono parte della famosa “guerra dei dati/privacy” che spesso vediamo apparire sui titoli dei giornali.

Insomma, parliamo di una distinzione che non è solo etichetta, ma uno strumento tangibile per conoscere, per capirci meglio, evitando futili e inattendibili confronti tra generazioni distanti nel tempo.

In Italia, purtroppo, […]


 Questo articolo è un estratto, leggi quello integrale su Rivista Aristotele cliccando qui. (Tranquill*, non devi pagar€ nulla.) 

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