HO 16 ANNI E VIVO IN UN CARCERE

HO 16 ANNI E VIVO IN UN CARCERE
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Mi occupo di una rubrica per la Rivista Aristotele. Per me un’occasione, un piacere, un onore. Una figata, insomma, #seguici!
Qui sul blog pubblico qualche estratto dei miei pezzi, allegando di volta in volta il link all’articolo completo pubblicato su #RivistaAristotele.


«Ho sedici anni, ma è già da più di dieci che vivo in un carcere. Nessun reato commesso là fuori, fui condannato ben prima di nascere.»

L’hanno cantato Daniele Silvestri e il rapper Rancore al Festival di Sanremo ed è stato uno schiaffo in termini di argomento. La storia di un adolescente disperato, che si sente oppresso e imprigionato dalla società al punto da diventare asociale e paranoico, pensare al suicidio e alla vendetta. Fotografia di una generazione troppo spesso incompresa, che sente stretta questa società: la scuola è come una prigione e la famiglia sono gli arresti domiciliari. Genitori che non hanno idea di quali regole dare ai figli o come darle, una scuola lenta a capire i problemi e a trovare soluzioni, a modernizzarsi, a valorizzare i talenti di chi sta dietro al banco, non a caso descritta come una prigione che «corregge e prepara a una vita che non esiste più da almeno vent’anni».

adolescente argentovivo sanremo daniele silvestri rancore

È la foto delle nuove generazioni: giovani frustrati e incompresi, alle volte etichettati come svogliati, stupidi e indifferenti, solo perché non si divertono con gli stessi giochi con cui si divertivano i loro nonni e genitori o perché preferiscono altri canali per comunicare.

«Io non mi ci riconosco e non li voglio imitare.»

Una storia forte, non un’emergenza su larga scala, ma una storia concreta che ci ricorda il preconcetto dei giovani buoni a nulla. Sono molti gli adolescenti a viverlo sulla propria pelle, in famiglia e a scuola, un tema che spesso sottovalutiamo.

È difficile immedesimarsi nel prossimo, cogliere le frustrazioni e smettere di fomentare stupidi conflitti generazionali. Queste lotte ci fanno dimenticare che sono i più deboli – i giovani – a rimetterci, in termini di carattere, salute, formazione, esperienze, autostima e serenità.

adolescenti

Ma non ci sono solo adolescenti spenti, imbranati e disinteressati.                 

Spesso ci dimentichiamo che il ruolo dei più vecchi è guidare i giovani, non affossarli e trattarli da rimbambiti.
(continua…)

Leggi il resto dell’articolo cliccando qui.


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