NERO SU BIANCO: L’AVVERSARIO

Questa volta Nero su Bianco sbarca su un libro molto particolare, L’Avversario di Emmanuel Carrère.

Chi non ha mai detto una bugia? Che sia a fin di bene o in malafede. Ma fino a che punto può arrivare la menzogna?

Detta una bugia, dette tutte. Jean Claude Romand il protagonista di questa storia vera – insegna questo. Che si può mentire al punto da non trovare più il confine tra menzogna e verità. Ma no, non si è creato una doppia vita.

Ha fatto della sua stessa vita una menzogna. Una menzogna che si nutre di bugie. Tante bugie.

Diciotto – diciotto! – anni di finzione a 360 gradi per coprire il nulla. Quel nulla che per lui non costituiva un incidente di percorso ma l’unica esperienza della sua vita. La sola che abbia mai conosciuto, credo, anche prima di ritrovarsi al bivio.

Il bivio lo aveva incontrato al secondo anno di università, quando non si era presentato all’esame per accedere al terzo anno di Medicina. Inspiegabilmente decise di dire a tutti di averlo superato e, di fatto, si mise su un sentiero di menzogne che non poteva avere altro capolinea che la rovina.

Ma la rovina che lo aspetta è peggiore di quanto potesse immaginare.

E la si scopre a pagina uno.

Jean Claude Romand stermina la sua famiglia e i suoi genitori, tentando poi invano il suicidio.

Questo romanzo vuole indagare a fondo sui motivi che lo hanno portato a fare ciò che ha fatto. Lo stile e l’eleganza di Carrère riescono a rendere il protagonista – l’Avversario – quasi affascinante e a trasmettere al lettore il senso di panico e smarrimento vissuti quotidianamente da Romand.

Ma poi Carrère, forse temendo di dare un giudizio su questa tragica e delicata vicenda, ammette di non essere in grado di comprendere e spiegarsi la complessità dei gesti dell’assassino. Quindi il racconto diventa una sorta di freddo resoconto dei fatti.

Ma è un resoconto che fa comunque riflettere, e non poco. Sulla condizione umana e sulla propria persona.

Ciò che resta al lettore – e all’autore – sono mille interrogativi senza risposta.

Chi è veramente la persona che ci sta accanto? E tutti quelli che ci circondano? Li conosciamo davvero?

Chi sono realmente io? Sono davvero me stesso o quello che ho scelto di essere? In fondo, non c’è un Pinocchio in ognuno di noi?

 

#CommentoFinale

169 pagine di sconcerto, di sgomento.

Ho chiuso il libro con lo stomaco letteralmente rivoltato. Guarderò tutti con occhi diversi.

È stata la mia prima volta con questo autore, e non la dimenticherò.

Consigliato per chi cerca emozioni forti.

 


LINK INTERESSANTI:

NERO SU BIANCO: LA MORTE DI IVAN IL’IČ

NERO SU BIANCO: IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO

LIBERI E NO

NOTE DI COLORE: NON MI AVETE FATTO NIENTE

L’ARTE: IL PONTE TRA RAZIONALITÀ ED EMOZIONI

LA DEMOCRAZIA IN RETE NON ESISTE (E NON PUÒ ESISTERE)

 

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *