NOTE DI COLORE: NON MI AVETE FATTO NIENTE

Inauguro la rubrica Note di colore con la canzone vincitrice del Festival di San Remo 2018: Non mi avete fatto niente.

Scritto e interpretato da Ermal Meta e Fabrizio Moro, è un pezzo che ha commosso ed emozionato gran parte del pubblico, trionfando al Festival per eccellenza (qui il testo).

No, non è una canzone d’amore. E neanche una di quelle che ci entrano in testa fin dal primo ascolto e fischiettiamo continuamente quasi senza volerlo.

È una canzone contro la guerra, che parla della guerra.

Il testo, infatti, è pieno di riferimenti a drammatici episodi di cronaca che hanno sconvolto l’opinione pubblica internazionale. In quasi tutti i casi si tratta di attentati di natura religiosa che sono costati la vita a tante, troppe persone innocenti.

Diversi critici, giornalisti e anche alcuni amici hanno espresso forti perplessità nei confronti di questa canzone.

In linea generale le critiche sono due:

  1. Facile fare i pacifisti. Tra l’altro con musica e testo scontati, quasi come la risposta sogno la pace nel mondo delle concorrenti di Miss qualsiasi cosa.
  2. “Non mi avete fatto niente” lo dice chi vuole fare training autogeno per autoconvincersi di non essersi fatto male, ma che, in realtà, è stato colpito profondamente.

Ora, per quando riguarda la prima critica, io credo che questa canzone non sia uno dei soliti – e beceri – pacifismi di chi vuole solo consenso e/o successo facile.

Questo innanzitutto perché tradizionalmente al Festival trionfa un altro genere di canzone, sul sentimentale o sull’estroso orecchiabile e simpatico.

Poi sì, musicalmente parlando non è un exploit artistico, ma nessuno ha mai ascoltato una canzone capolavoro con tre accordi che si ripetono? Ecco, appunto.

Nella musica i fattori in gioco sono molti di più, spesso totalmente soggettivi e, quindi, indiscutibili.

Per quanto riguarda la seconda – e più raffinata – critica, beh, il concetto è certamente vero.

Ma è vero anche che quei maledetti terroristi ci hanno fatto male eccome, con uno spargimento di sangue tanto assurdo quanto inaspettato. Sarebbe da ipocriti negarlo, e questa canzone a mio avviso – lo ripeto, giustamente – non lo fa.

Quel “non mi avete fatto niente” non va interpretato alla lettera.

Questa canzone piuttosto vuole respingere il senso di paura e rabbia violenta che deriva da questi eventi drammatici e dolorosissimi. Intende urlare ai terroristi che non hanno raggiunto veramente il loro obiettivo, perché non hanno toccato il nostro animo, il nostro coraggio, il nostro modo di vivere e la nostra voglia di pace.

Perché il mostro del terrorismo si nutre di paura, brama di vendetta, violenza e istintività.

E deve morire di fame, non di altro.

Da ultimo, ma non per importanza, è chiaro che a questi episodi di violenza estrema occorre rispondere. Ma per chi non può agire in modo concreto e incisivo alla base di queste organizzazioni criminali, il modo migliore è farlo attraverso arteumanità, culturamanifestazioni pacifiche.

Oppure, più semplicemente, con un sorriso, col sorriso di un bambino.

 

#CommentoFinale

Ecco, io credo che questa canzone sia una bella reazione, una risposta chiara. Per quello che dice e, soprattutto, per quello che trasmette. Almeno a me.

E ad oggi è tutt’altro che inutile o banale.

 


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Una risposta

  1. 12 ottobre 2018

    […] NOTE DI COLORE: NON MI AVETE FATTO NIENTE […]

     

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