LIBERI E NO

Dieci e mezza di mattina. Divano. Facebook.

Un mio contatto (E. E.) ha condiviso questo articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore: L’arretramento linguistico dei social su economia e finanza: il caso del nemico Boeri.

Questo il contesto: Tito Boeri, economista e presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), ha appena presentato alle Camere la sua relazione annuale. E lo ha fatto non solo affrontando in modo accurato numerosi temi, ma anche arricchendo il documento di grafici, cifre e report scientifici di pertinenza, consentendo a chiunque di studiare i dati e verificarne l’attendibilità.

Ma sul web si scatena quello che ormai da tempo sembra essere un fenomeno inevitabile: insulti, violenza, minacce, insinuazioni, accuse, indignazione.

Lo stesso vale per gli articoli che analizzano la relazione. In particolare è stato esaminato quello di Carlo Andrea Finotto. Un pezzo strutturato in modo analogo al rapporto di Boeri: ricco di grafici, scritto con un linguaggio semplice, basato su dati e fonti autorevoli e privo di giudizi politici.

Conclusione? Tutto è vano.

Nei commenti si parla di manipolazione evidente da parte della testata giornalistica, di giornalista di parte e stipendiato da chissà chi, di prese in giro, di balle inventate per screditare avversari politici e quant’altro. Si grida alla menzogna, ma senza far riferimento alla presunta bugia, tantomeno portando elementi a proprio sostegno.

Insomma, nessuno dei commenti fa riferimento alle analisi o discute veramente i temi toccati.

Tutto questo non importa. Nulla ha senso. (…) Sul web la rabbia e la frustrazione hanno ormai preso il posto della disponibilità alla comprensione delle nozioni economico-finanziarie. (e non solo quelle, purtroppo, ndr) (…) Ci vuole un nemico e, tanto più egli o esso (in caso di enti pubblici o privati) è prestigioso, quanto più cruenta si fa l’aggressione verbale.

Sia chiaro, l’economia non è una scienza, e non lo sarà mai. Ma i numeri sono numeri, e vanno analizzati e interpretati. Negare la loro attendibilità per partito preso e urlare al complotto senza dare una propria analisi significa scansare i temi.

Per controbattere bisogna entrare nel merito, dimostrando che i parametri di analisi magari sono sbagliati o limitativi, o che i dati sono stati male interpretati.

Altrimenti è tutta fuffa. E chi si fida della fuffa, fuffa ottiene. Se questi, poi, sono la maggioranza, beh, il danno è ancor peggiore, perché pesa sull’intera collettività.

Alla faccia della democrazia e della libertà.

Questa è la morte della comunicazione, altroché. È la fine del pensiero critico.

Anche per questo non c’è da stupirsi dei risultati del recente studio di cui parla Ansa, secondo il quale l’82% degli italiani non è in grado di riconoscere una notizia bufala sul web.

Lo capite che siete inconsapevolmente schiavi di una modalità di pensiero chiusa in se stessa e imposta dall’alto dai vostri leader politici?

Vi stanno ingannando. Non vorrete mica fare la figura di Pinocchio, vero?

 


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3 Risposte

  1. 7 agosto 2018

    […] LIBERI E NO […]

  2. 12 agosto 2018

    […] LIBERI E NO […]

  3. 9 settembre 2018

    […] LIBERI E NO […]

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