#MATURITÀ2018: IL RACCONTO DEL MIO ESAME

Il mio esame di maturità è finito, sono ufficialmente e #finalmenteMATURO.

Sono molto soddisfatto di come è andata, a prescindere dal voto che tra pochi giorni scoprirò.

Ma ecco, in breve, il racconto del mio esame.

 

Prima prova

A questa prova tenevo moltissimo. Scrivere è una delle mie più grandi passioni, se non la più grande. Come dico sempre, scrivere mi fa sentire libero, e non solo di esprimere la mia opinione.

Forse è proprio per questo che, nonostante non ci fosse nulla da studiare, la notte prima della prova addormentarmi è stata un’impresa. L’emozione era tanta, ma la paura di non riuscire a dare il meglio ancora di più.

Poi arriva il momento, ci consegnano le tracce. Ecco, devo dire che sono partito un filo avvantaggiato. La traccia su bioetica e clonazione umana, infatti, riprendeva, almeno in parte, la mia tesina sulla questione bioetica delle scelte di fine vita. Ma il saggio breve che ho scritto, secondo me, è qualcosa di più. Ci ho messo davvero il cuore, e prima di consegnarlo l’ho letto almeno dieci volte. Mi piaceva, tanto.

Ma parliamo anche delle altre tracce. Non erano affatto semplici, ma comunque affascinanti. Penso soprattutto a quella dal titolo “Masse e propaganda”, quella che più mi ispirava e sulla quale ho riflettuto non poco prima di scegliere quella che alla fine era più adatta a me.

Risultato? Fantastico. Punteggio massimo e soddisfazione a mille, altro che quindici.

 

Seconda prova

Quest’anno per il mio indirizzo è uscita informatica.

La prova, come sempre, era divisa in due parti. La prima, diciamolo, era facile, quasi banale. La seconda, invece, ben più complessa. È ciò che mi ha messo più in difficoltà in tutto l’esame, ma il mio l’ho fatto, consapevole della mia preparazione e del fatto che alla fine era una normale verifica, o quasi.

Ne è venuto fuori un tredici su quindici che non mi ha appagato completamente, lo ammetto, ma a mente fredda devo dire che, passatemela, ‘sti cazzi, è un ottimo voto.

 

Terza prova

Eccoci arrivati a quello che è il mostro nero, per tutti. Questo è il secondo caso in cui addormentarmi la sera prima è stata impresa ardua.

Quattro materie, quattro programmi interi da studiare. Tre ore di tempo. Ah, sfatiamo il mito: nessuna crocetta. Tutte verifiche “tradizionali”, almeno nel mio caso.

Per quanto mi riguarda nella prova rientravano matematica, inglese, economia politica ed economia aziendale.

Studio, tanto studio. Ore e ore per ogni materia. E tanti esercizi.

Ne è venuta fuori una prova perfetta, quale migliore soddisfazione?

 

Colloquio orale

Il giorno dei giorni, direbbe Ligabue.

Direi l’essenza dell’Esame di Maturità. Inutile dire che per la terza volta, della serie “non c’è due senza tre”, dormire è stato difficile.

Del mio colloquio non saprei cosa dire, perché i parametri in gioco non sono solo oggettivi.

Quello che posso dire è che è stata un’emozione unica.

Ansia? Mah, devo dire che fino al giorno prima era davvero minima. Odio gli eccessi di ansia e li “respingo”, sono fatto così. Però devo ammettere che la mattina dell’esame l’ansia c’era, eccome. Ma la presentazione della tesina e, soprattutto, l’approccio della Commissione mi hanno calmato e riportato nella realtà. Un’ora fitta di domande che è passata come fossero dieci minuti. Molto soddisfatto.

 

Insomma, un’esperienza stupenda, che ricorderò molto positivamente.

Ringrazio tutti gli insegnanti che ho incontrato in questo percorso, perché tutti mi hanno insegnato qualcosa. In particolare chi con passione mi ha formato sotto il profilo umano, oltre che quello prettamente didattico. Ringrazio anche chi mi ha fatto capire che in certi momenti la vita è ingiusta e crudele, evidenziando l’abissale differenza tra l’insegnante solo sulla carta e il vero insegnante.

E voi maturandi, non fatevi prendere dall’ansia di non farcela. È difficile, lo so, ma la serenità è la vostra arma migliore, oltre allo studio. Ce la farete tutti.

 


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5 Risposte

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