IGNORANTI E INCIVILI DELLA RETE

L’importanza del rispetto delle regole nella società dell’odio virtuale.

A differenza degli animali l’uomo non è governato da istinti, ovvero risposte rigide agli stimoli, ma ha delle pulsioni a meta indeterminata. Per questa ragione gli uomini non sono armonici con la natura, ma per vivere hanno bisogno di crearsi una “seconda natura”, la cultura, termine con cui si devono intendere non solo le nostre capacità tecniche e di pensiero, ma anche le istituzioni, che sopperiscono alla mancanza di istinti regolando il nostro comportamento. Senza tutto ciò l’uomo non saprebbe come vivere, per cui le istituzioni vanno rispettate e garantite in ogni società, l’unica vera forma di vita dell’essere – sociale – umano. (dalla lezione magistrale Homo Faber di Umberto Galimberti)

Le regole, dunque, nascono per far funzionare al meglio la vita comune e per predisporre e garantire i diritti di tutti, o quantomeno per vietarne la lesione. Le regole stanno alla base della convivenza civile.

Il problema è che la maggior parte delle persone è incline a imbrogliare, anche perché vive in un ambiente che favorisce i comportamenti disonesti: siamo più propensi a essere sleali e incivili se lo sono anche gli altri intorno a noi. Perciò possiamo e dobbiamo pretendere da chi ci circonda un comportamento civile, ma non più di quello che teniamo noi.

Insomma, il rispetto delle regole è fondamentale. E se una regola è stupida, assurda o inadeguata non si “combatte” certo con l’inciviltà, la criminalità o il vandalismo.

Questo tipo di educazione trova le basi fin dall’età infantile e dovrebbe essere ormai solida in età più avanzata, ma, purtroppo, spesso non è così.

Sono infatti troppo frequenti i casi di inciviltà in tutte le nostre città, da nord a sud, è la reazione della società deve essere sempre rapida e decisa. Ma è interessante concentrarsi su un altro aspetto, divenuto sempre più importante negli ultimi tempi: l’inciviltà in rete.

Oggi i social network sono delle piazze virtuali, popolate e partecipate da una gigantesca collettività.

La netta maggioranza delle persone che li abita, però, non ha la consapevolezza che sulla rete valgono gli stessi principi e le stesse leggi della vita reale. Un insulto a voce è assolutamente identico a un insulto online, ed è perseguibile allo stesso modo, se non addirittura aggravato, almeno sulla carta, ma la gente non se ne rende conto, o se ne disinteressa. In rete troppo spesso regna l’inciviltà, troppo spesso vince il vandalo, il bullo. Sui social network vince l’odio, vince chi offende di più, e la passa quasi sempre liscia.

Questo perché la giustizia è la prima a sottovalutare i social network e il loro forte impatto sulla vita reale. Si fa fatica a condannare qualcuno che “ha scritto solo un commento in un momento di rabbia o nervosismo”, perdendo di vista, però, che è essenziale comportarsi esattamente come viene fatto nel contesto reale, ovvero tutelare il soggetto più debole, cioè chi sta dall’altra parte dello schermo.

Il mondo economico e quello politico, invece, sono più che mai al passo con i tempi e potrebbero essere d’esempio a questo proposito, quantomeno per capire come riuscire ad adattarsi alla realtà contemporanea. Se un dipendente diffama l’azienda per cui lavora viene – giustamente – licenziato. I politici, dal canto loro, si sono accorti che le persone scendono sempre più raramente in piazza e si esprimono maggiormente sui profili virtuali, per cui si sono spostati sui social, per raggiungere tutti.

Insomma, non bastano le campagne e i progetti diretti ad educare gli ignoranti della rete ad un uso consapevole e utile delle tecnologie. La società e, in particolare, la giustizia si devono occupare anche degli incivili della rete. E subito.

 


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Una risposta

  1. 28 settembre 2018

    […] IGNORANTI E INCIVILI DELLA RETE […]

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