VITA DA STUDENTE: IL “DRAMMA” DEL RIENTRO IN CLASSE

Le vacanze sono agli sgoccioli, il rientro in classe è vicino. Come affrontare questo che per tanti è un dramma?

Per tanti è un incubo, come quelli che non hanno ancora finito i compiti o, magari, non li hanno neanche cominciati.

Dover leggere interi libri, probabilmente anche in lingua straniera, risolvere decine e decine di equazioni, tradurre versioni di greco antico e studiare capitoli di storia o letteratura italiana mai accennati prima, che disastro!

Vale lo stesso per quelli che si disperano perché non potranno stare svegli fino a tardi per la famosa e maledetta sveglia della mattina. 

E non finisce qui.

Penso ai bocciati, che si mangiano le mani perché sanno che potevano impegnarsi di più, risparmiandosi un intero anno scolastico.

Ma anche agli ansiosi “primini”, delle medie o delle superiori, che non sanno cosa aspettarsi e temono sempre il peggio dalla nuova scuola. I rimandati a settembre, invece, sanno benissimo cosa li aspetta e, dopo l’anticipato rientro per svolgere l’esame di riparazione, hanno già il morale a terra. A prescindere dal risultato.

Pochissimi sono gli studenti entusiasti di rientrare in aula, solitamente contenti di rivedere i compagni che non hanno avuto modo di incontrare durante l’estate o le bidelle e gli insegnanti più simpatici.

Ma nessuno – o quasi – è davvero contento di tornare tra i banchi per affrontare il nuovo anno. Perché studiare piace a pochi.  

Ma bisogna ricordarsi che non si studia per quattro crocette su un pezzo di carta o per dei prof il più delle volte antipatici. Si studia per imparare, per capire come funziona il mondo, per sé stessi. Il senso della scuola alla fine è questo, quindi tempo e fatica necessari vale la pena investirli. Per questo è bene tornare a scuola tranquilli, riposati e pronti a dare il massimo.

Ogni giorno là dentro va vissuto in modo costruttivo, con impegno e, soprattutto, serenità, cercando di trarne il più e il meglio possibile per il proprio presente e futuro. 

Per riuscire a farlo, però, non basta essere propositivi e affamati di conoscenza. È indispensabile avere la fortuna di incontrare insegnanti all’altezza del mestiere che svolgono, preziosa risorsa che, purtroppo, molto spesso scarseggia. (vedi primo link consigliato in fondo all’articolo)

Insomma, presto suonerà la campanella e per circa nove mesi si avrà la migliore – l’unica? – occasione per poter diventare qualcuno domani.

Ah, per quelli che quest’anno saranno maturandi: pensate a chi vi ha preceduto… ecco, ce la farete anche voi!

Quasi mi scordavo di voi. O meglio, di noi. Gli universitari. Vabbè dai, noi ce la siamo cercata. Teniamo botta e rilassiamoci: ci laureeremo.

DAJE!

 


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Una risposta

  1. 28 novembre 2017

    […] IL “DRAMMA” DEL RIENTRO IN CLASSE […]

     

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