IL “DRAMMA” DEL RIENTRO IN CLASSE

Dopo tre mesi di vacanza, come ogni anno, la scuola sta per ricominciare. Tra meno di una settimana si torna in classe e non tutti sono pronti, anzi.

Per tanti è un incubo, come quelli che non hanno ancora finito i compiti o, magari, non li hanno neanche cominciati.

Dover leggere interi libri, probabilmente anche in lingua straniera, risolvere decine e decine di equazioni, tradurre versioni di greco antico e studiare capitoli di storia o letteratura italiana mai accennati prima, che disastro!

Vale lo stesso per quelli che si disperano perché non potranno stare svegli fino a tardi per la famosa e maledetta sveglia della mattina. 

E non finisce qui.

Penso ai bocciati, che si mangiano le mani perché sono consapevoli che potevano impegnarsi di più, risparmiandosi un intero anno scolastico.

Ma anche agli ansiosi “primini”, delle medie o delle superiori, che non sanno cosa aspettarsi e temono sempre il peggio dalla nuova scuola. I rimandati a settembre, invece, sanno benissimo cosa li aspetta e, dopo l’anticipato rientro per svolgere l’esame di riparazione, hanno già il morale a terra.

Pochissimi sono gli studenti entusiasti di rientrare in aula, solitamente contenti di rivedere i compagni che non hanno avuto modo di incontrare durante l’estate o le bidelle e gli insegnanti più simpatici.

Ma nessuno è davvero felice e orgoglioso di tornare tra i banchi per affrontare un nuovo anno scolastico, salvo chi ha davvero capito il senso e il significato della scuola stessa. Quei fortunati vivono ogni giorno in modo costruttivo, con impegno e, soprattutto, serenità, cercando di trarne il più e il meglio possibile per il proprio presente e futuro.

Per riuscire a farlo, però, non basta essere propositivi e affamati di conoscenza ed esperienza. È indispensabile avere la fortuna di incontrare insegnanti all’altezza del mestiere che svolgono, preziosa risorsa che, purtroppo, molto spesso scarseggia. (vedi primo link consigliato in fondo all’articolo)

Insomma, presto suonerà la campanella e per circa nove mesi si avrà la migliore – l’unica? – occasione per costruire il futuro di tutti.

Ah, per quelli che quest’anno saranno maturandi: pensate a chi vi ha preceduto… ecco, ce la farete anche voi!

DAJE! 

 


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Una risposta

  1. 28 novembre 2017

    […] IL “DRAMMA” DEL RIENTRO IN CLASSE […]

     

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