IL BULLISMO A SCUOLA SECONDO UNO STUDENTE

Chi sono i bulli di oggi? Cosa fanno? Perché? Chi li supporta? Come si combattono? 

Il bullismo è dappertutto e le nostre scuole ne sono piene.

In ben più di dieci anni di percorso scolastico, posso affermarlo con certezza e piena consapevolezza e devo dire che, per quanto abbia, nel mio piccolo, contribuito e aiutato qualcuno in brutte situazioni, quello che ho fatto non è stato sicuramente abbastanza.

Oggi il bullismo è, purtroppo o per fortuna, più psicologico e verbale che fisico, al contrario di qualche tempo fa. Oggi, nelle scuole, “il più forte” è quello che tutti i giorni, o quasi, sfoggia un paio di scarpe diverso, spesso oggettivamente orrendo, anche a detta sua, ma in edizione limitata e dal costo minimo di 150/200 euro, uno smartphone sempre ultimo modello e felpe e magliette rigorosamente griffate delle migliori marche. A volte basta questo, quantomeno per entrare nel gruppetto dei “migliori”, mentre spesso, per diventare “il boss”, ovvero quello a cui tutti leccano i piedi e non solo (sì, proprio così, purtroppo) per restare nella sua cerchia, essere difeso/a e non venire quasi mai infastidito/a, serve personalità da leader silenzioso, che non si sporca mai le mani pubblicamente e caratterizzato da una costante indifferenza verso ogni cosa che succede intorno. Può sembrare strano, ma oggi il bullo, durante la ricreazione, sta seduto da solo al suo banco, o, comunque, con poche persone intorno, e dimostra così la sua “superiorità” rispetto ai compagni. Si sente la persona più matura e critica ogni cosa che gli passa davanti, in particolare per l’aspetto estetico, gli atteggiamenti e il modo di vestire. E lo fa con tutti, nessuno escluso.

Di conseguenza i suoi seguaci gli vanno dietro e, senza neanche pensarci, ripetono ad alta voce ciò che dice, scrivono sui banchi parole e offese pesanti o fanno girare bigliettini provocatori e discriminatori, creando situazioni di grande imbarazzo e difficoltà per chi subisce la cattiveria di turno.

Oggi a scuola, un po’ come purtroppo succede in tante altre situazioni anche fuori, nessuno pensa a cosa sta facendo, nessuno ha la sensibilità di mettersi nei panni di chi viene preso in giro, di chi viene isolato e di chi viene messo pubblicamente in ridicolo senza ritegno.

I più introversi vengono costantemente schiacciati dal bullo e, soprattutto, dai suoi seguaci, che non hanno mai nulla da perdere o da rischiare, perché passano sempre, o almeno così pare, per i chiacchieroni e i simpaticoni agli occhi degli insegnanti e di chi dovrebbe tutelare e garantire un clima sereno e, come spesso accade, questi ultimi invitano gli studenti più timidi ad aprirsi di più, magari proprio come il compagno “tale”, che, invece, è il bullo più prepotente, accanito e freddo.

Alcuni ragazzi e ragazze, ma, per la mia esperienza, soprattutto ragazzi, vivono quotidianamente situazioni di isolamento, sopportano battutine che, alla lunga, diventano pesanti frecciate e bastonate interiori e appaiono stupidi, ridicoli e imbranati agli occhi della maggior parte degli altri.

Ma qualcuno che si distingue c’è, qualcuno si ferma sempre a parlare con loro, anche solo un paio di minuti, qualcuno li accompagna ai distributori delle merende perché in due o tre è meno imbarazzante camminare per il corridoio con tantissimi occhi puntati addosso e sentendo le frasi sgradevoli con cui i bulletti, tra loro o dirette alla vittima, credono di “scherzare”. Questi stessi, però, proprio per quel poco che riescono a fare per cercare di mettere a proprio agio i bullizzati, subiscono periodicamente qualche battuta, ma sono quasi sempre in grado di rispondere a tono e fermare sul nascere ogni fastidioso accanimento.

Sono da citare anche i pochissimi bulli che, invece, danno spintoni e instaurano spesso risse per i motivi più futili, ma questi non hanno mai vita facile e, fortunatamente, duratura nella scuola, perché vengono sempre sospesi o, addirittura, espulsi, se non sono loro i primi ad andarsene.

Poi, per completezza, non si può non citare il bullo da droga, ovvero colui che da una buona fetta di ragazzi è considerato intoccabile perché fuma marijuana o hashish o, addirittura, spaccia. Ma questo è un discorso inutile: questi elementi si descrivono da soli quando entrano alla prima ora e non sanno fare due più due. Il futuro non è certamente cosa loro.

Passando ai vigliacchi, cioè coloro che passano sempre come bravi ragazzi (e ragazze), non c’è molto da dire, se non che non fanno mai nulla per aiutare gli altri in difficoltà, anzi, talvolta si uniscono al gruppo dei seguaci del bullo, pur essendo consapevoli di non poter farne parte, per i più svariati motivi, e, di conseguenza, hanno ancora tanta strada da fare per diventare veramente delle belle persone.

Credo che la società attuale, da cui la scuola di oggi ha preso fedelmente esempio, abbia davvero tanti nei e punti neri da schiacciare ed eliminare, con la stessa freddezza e, soprattutto, la stessa indifferenza con cui ne ha permesso la nascita e la crescita.

NO AL BULLISMO.

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Una risposta

  1. 28 novembre 2017

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