LA ROCCA SFORZESCA DI IMOLA TRA ORIGINI E LEGGENDA

LA ROCCA SFORZESCA DI IMOLA TRA ORIGINI E LEGGENDA
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Rocca Sforzesca di Imola: le origini, la trasformazione rinascimentale, l’assedio dei Borgia, la storia contemporanea e la leggenda del fantasma di Caterina Sforza per raccontare l’angolo più affascinante della città.

Foto di Alfredo Diversi

Le origini

La Rocca Sforzesca di Imola è un castello le cui origini risalgono al 1261. Costituisce uno dei più importanti esempi di architettura fortificata tra MedioevoRinascimento. La costruzione della Rocca iniziò probabilmente nel 1332, sui resti di un torrione risalente all’XI secolo.

La Chiesa di Roma, le nobili famiglie degli Alidosi, dei Visconti e poi dei Manfredi guidarono Imola e la Rocca.

La trasformazione rinascimentale

Nel XV secolo, con la famiglia degli Sforza e, in seguito, col signore di Imola Girolamo Riario, nipote di Papa Sisto IV e sposo di Caterina Sforza, venne attuata la completa trasformazione rinascimentale: la Rocca assunse la struttura attuale.

Questa trasformazione, voluta per adeguare il castello ai nuovi sistemi di difesa del tempo, rivoluzionò la precedente struttura e, addirittura, le funzioni del castello stesso.

Le torri angolari quadrate vennero inglobate in quattro nuovi e più spessi torrioni circolari capaci di resistere meglio ai colpi delle bombarde, e il mastio, per lo stesso motivo, venne abbassato di alcuni metri. Altra novità fu l’utilizzo delle mura come carcere.

L’assedio dei Borgia

Quindici anni dopo la morte di Papa Sisto IV, nel 1499 la Rocca fu assediata e conquistata da Cesare Borgia, detto “Il Valentino”, segnando, di fatto, il ritorno di un diretto dominio pontificio. Nel 1502, il Valentino ricorse alla consulenza di Leonardo Da Vinci per ispezionare le fortezze romagnole, tra cui quella imolese, e preparare i disegni e i lavori di rafforzamento di quest’ultima, con l’obiettivo di ripararla dai danni subiti proprio dall’artiglieria borgiana. Un’importante testimonianza ne è la pianta di Imola che Leonardo stese, dove è ben visibile anche la Rocca.

Pianta di Imola di Leonardo Da Vinci, dove si vede anche la Rocca Sforzesca
Pianta di Imola di Leonardo Da Vinci

Con l’annessione definitiva di Imola allo Stato Pontificio, non essendo più necessaria una struttura difensiva, venne rafforzato l’utilizzo degli ambienti della fortezza come carcere pontificio. Questa funzione rimase invariata anche con l’avvento del Regno d’Italia e, durante il secondo conflitto mondiale, portò all’incarcerazione di molti oppositori politici.

La storia contemporanea e la leggenda del fantasma di Caterina Sforza

Dal 1958, anno di chiusura delle carceri, la Rocca fu oggetto di un grande restauro, durato per tutti gli anni ’60. A partire dal 1973, fu aperta al pubblico come museo di armi e ceramiche.

La raccolta di armi consiste in circa 600 pezzi del periodo tra il XIII e il XIX secolo, in prevalenza armi bianche, ma non mancano armature e armi da fuoco. Si tratta in minima parte di reperti legati storicamente all’edificio. L’esatto opposto vale per le ceramiche, rinvenute proprio durante i lavori di restauro, che rappresentano tangibili testimonianze della vita all’interno della fortezza.

Oggi, oltre a essere un’interessante sede museale, la Rocca vede al suo interno la sede di una prestigiosa istituzione culturale, l’Accademia Pianistica Internazionale «Incontri col Maestro». Un’altra ragione, se proprio se ne sentiva la necessità, che conferisce un grande lustro alla Rocca Sforzesca di Imola.

Nei mesi estivi il castello ospita anche una rassegna cinematografica.

La leggenda che avvolge la Rocca di Imola racconta della presenza e delle apparizioni del fantasma di Caterina Sforza. Si aggirerebbe nelle sue dimore segrete, armata di lancia e con un lume in mano, per difenderle dai malintenzionati. Altro dettaglio che rende la Rocca Sforzesca l’angolo di Imola più spettacolare, intrigante ed affascinante.

Foto di Alfredo Diversi

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