HASHTAG RIFLESSIONE

Il PD si è rifiutato di parlare con i 5stelle, e questa è una scelta che non condivido affatto. I 5stelle e la Lega non sono riusciti ad accordarsi, nonostante i diversi punti in comune, e non solo nel programma. Questo lo stato dell’arte che ci porterà a nuove elezioni a breve.

La situazione, come ha detto il Capo dello Stato Sergio Mattarella, è unica nella storia della Repubblica: si andrà a votare e si chiude una legislatura prima che sia realmente iniziata.

Ma come siamo arrivati a questo?

Io detesto la sinistra di oggi. La detesto per quel masochismo compulsivo persistente motivato talvolta dalla mancanza di capacità di confronto e compromesso, talvolta dal disprezzo verso chi la pensa in modo simile, ma non perfettamente identico. Verso i “vicini di casa”, insomma.

Questione di onestà intellettuale e ideale”, dicono. Con rammarico devo ricordare che non ha portato a nulla nella storia, se non alla totale ininfluenza politica e allo zero virgola. Contenti voi, scontenti tutti. 

Da questo punto di vista preferisco il Movimento 5stelle, che ha messo da parte la sua “onestà” per cercare di contare qualcosa politicamente (vedi il caso dei rimborsi falsi e la pesante marcia indietro sul divieto di doppio mandato, per fare due esempi).

Detto questo, devo dire che il Partito Democratico, con i suoi leader attuali, ha dimostrato di valere politicamente molto poco, non più di grillini e leghisti. Lo ribadisco, lungi da me fare del masochismo, piuttosto qualche critica che spero sia costruttiva, perché di questa tendenza non se ne può davvero più.

Un partito che dopo le elezioni dichiara con fermezza di collocarsi all’opposizione che razza di forza politica è? Chi lo ha votato lo ha fatto affinché i suoi rappresentanti si sedessero all’opposizione? Lo ha fatto perché voleva che il PD non governasse?

“Ora sta ai vincitori, facciano un Governo, se ne sono capaci”, hanno detto l’ex segretario e molti esponenti del PD, “è ora che si prendano le responsabilità che gli italiani hanno loro affidato”. 

Perché io per cosa vi ho votato?

Ma non è finita qui. Il PD ha deciso di non sedersi al tavolo del confronto con il Movimento 5stelle per capire se ci fossero dei punti comuni per, eventualmente, formare un Governo.

Motivo: il Movimento 5stelle è ciò che vi è di più lontano dal Partito Democratico sotto tutti i punti di vista e, tra l’altro, fin dalla sua nascita e per tutta la propaganda elettorale ha insultato e accusato ingiustamente il PD stesso. Dai punti di vista prettamente umano e ideologico, è una scelta anche comprensibile, ma la politica non è questo. In politica si parla con tutti, per definizione.

E ci tengo a ricordare una cosa ai Democratici, che (giustamente) tanto parlano di fascismo e antifascismo. Per caso, vi ricordate che della Resistenza facevano parte, oltre ai comunisti, anche i cattolici, storicamente due realtà più che agli antipodi? E vi dirò di più, ad un certo punto si sono guardati in faccia, si sono uniti ed hanno combattuto insieme con un obiettivo comune, nonostante un passato segnato da terribili persecuzioni, torture, assassini. Mica solo qualche insulto.

Oggi non si tratta di combattere una dittatura, ma la sostanza non cambia. Confrontarsi è un dovere tecnico e morale di chi vuole fare politica seriamente, oltre che l’anima della democrazia.

Politica è compromesso, dibattito. Tenersene fuori a prescindere significa non essere in grado di svolgere questo mestiere (sì, mestiere).

E poi ci si chiede perché nessuno crede più nella politica?

 


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