LE 5 STELLE ALLA BASE DEL SUCCESSO DEL MOVIMENTO

Come si spiega il successo del Movimento 5stelle? Perché ha ottenuto così tanto consenso?

Premessa: la propaganda elettorale si è ormai definitivamente conclusa, i cittadini hanno deciso. Dunque, questo articolo non vuole assolutamente essere una critica verso questo o quest’altro partito, piuttosto un’analisi (constatazione) il più possibile obiettiva e propositiva di come il Movimento 5stelle è riuscito a conquistare e radunare un così vasto consenso in un periodo politico confuso, mediocre e frammentario come quello attuale. Perché proprio il Movimento 5stelle e non, ad esempio, la Lega di Salvini, l’altro grande vincitore delle elezioni del 4 marzo? Semplice, perché in questi termini ritengo perfetta l’analisi di Claudio Caprara, lettura che vi consiglio.

Ecco le 5 stelle, ovvero le 5 ragioni, che a mio avviso hanno condotto il Movimento di Beppe Grillo a questo prevedibile ma, se si considerano i numeri, sorprendente successo elettorale.

 

1) Innovazione, connettività e comunicazione 

“Il Movimento è il nuovo che avanza, vive in mezzo a noi, si occupa dei nostri problemi. Poi non ha mai governato, diamogli la possibilità di dimostrare di cosa è capace, tanto peggio degli altri è quasi impossibile fare!”

Il Movimento 5stelle è sicuramente la forza politica più attenta al progresso tecnologico e, in particolare, informatico degli ultimi anni. Si fonda, infatti, sulla rete, a partire dal Blog di Beppe Grillo, per arrivare al sito ufficiale del Movimento, ma anche agli account social legati al partito e, soprattutto, alla piattaforma Rousseau, che, per detta della stessa, permette a ogni cittadino di esprimere le sue idee e sostenere le sfide in cui crede tramite proprie proposte e, soprattutto, tramite il voto digitale.

Ed è proprio grazie alla costante attività di comunicazione sui social network, le principali piazze virtuali di questi tempi, che il Movimento 5stelle ha potuto incontrare in modo consapevole, diretto, dinamico e, soprattutto, mirato migliaia, per non dire milioni, di utenti di tutte le età.

Inevitabilmente è entrato in contatto con i problemi delle masse e ha acquistato la fama di “nuovo che avanza” in grado di imprimere un cambiamento radicale e dare speranza alle giovani generazioni, nate e cresciute nel periodo in cui la politica era rappresentata dal berlusconismo vecchio, corrotto, mafioso, disonesto, evasore e colpevole del disastro socio-economico, oltre che dai Governi tecnici del Fiscal Compact e della spending review.

 

2) Carisma e totalità

 “Il Movimento non è né di destra né di sinistra, quelle sono categorie superate. Il Movimento è di tutti e per tutti.”

Il Movimento 5stelle rifiuta con forza la polarizzazione destra-sinistra, considerata vecchia, inutile e superata. Si propone come forza politica “neutra” che basa la sua linea politica sull’opinione pubblica e sulla e-democracy. Su questo tema, che sta in stretto contatto con il Movimento, ho già scritto qualcosa (per leggerlo clicca qui).

Il Movimento, tramite il suo indiscusso padre e capo carismatico Beppe Grillo, si è sempre proposto come rappresentante di tutto il popolo nella sua interezza, e non solo una sua componente. Insomma, la sua struttura chiaramente totalitaria gli ha permesso azioni pubbliche decise e mirate, ma anche importanti azioni interne, che gli hanno permesso di neutralizzare totalmente, quasi come non fossero mai esistiti, i contrasti interni, dovuti alle pesanti differenze di visione, che spesso in passato, soprattutto a sinistra, hanno spaventato gli elettori e fatto perdere consenso. Il Movimento ha accolto tutti in modo indiscriminato, facendo credere di ascoltare ciascuno e di essere aperto al dibattito interno.

 

3) Complottismo e qualunquismo

“Il Movimento è l’unico che caccia via le ‘mele marce’, mentre tutti gli altri fanno i propri interessi personali contro il popolo. La politica è il cancro della società, è distante dal popolo ed è tutta mafia, ruberie, ‘inciuci’ e corruzione.”

Il Movimento 5stelle è una forza politica chiaramente “antisistema”. Si è approcciato al mondo della politica criticando e combattendo con decisione la partitocrazia, descrivendola fin dall’inizio come il male assoluto. Ha un carattere qualunquista, in quanto sostiene con decisione che tutto il sistema è marcio e che tutti sono in malafede contro le persone comuni. Ha portato e, sicuramente, continuerà a portare avanti delle campagne antipolitiche, screditando e delegittimando avversari e istituzioni e proponendosi come alternativa liberatrice.

Si è affermata come unica fazione politica “onesta”, in forza delle famose restituzioni di stipendio operate da parte dei suoi parlamentari e delle espulsioni dei cosiddetti impresentabili, ma anche come alternativa reale agli inciuci, alle larghe intese e alle coalizioni, rifiutando ogni tipo di alleanza, da destra a sinistra, anche se offriva la concreta possibilità di incidere e realizzare le proposte annunciate.

 

4) Demagogia e populismo

“Dopo anni di dittatura della partitocrazia dobbiamo riprenderci i nostri diritti di cittadini. Il Movimento 5stelle è l’unico partito governato dal popolo e che fa governare il popolo.”

Il Movimento di Beppe Grillo non ha una visione politica, ma, attraverso l’algoritmo, intercetta gli argomenti di tendenza, li cavalca e, soprattutto, adotta la posizione più popolare.

La politica del Movimento 5stelle, basata sulla rete, si dice volta a scardinare il potere di una casta di professionisti della politica per consegnarlo nelle mani dell’uomo comune. Tralasciando il fatto che la rete, oggi, è principalmente uno strumento di controllo i cui prodotti sono gli utilizzatori stessi e i loro dati, che vengono sempre utilizzati a fini economici e politici, si può dire che votare il Movimento 5stelle è sembrato come dare uno schiaffo ai governanti. Ecco, questo è sempre il primo punto nel programma dei demagoghi.

Insomma, il Movimento 5stelle ha trasportato al centro della scena l’uomo comune, mettendolo al pari di tutto e tutti, talvolta addirittura in grado di confutare la scienza. Il Movimento è stato capace di raccogliere il consenso del cittadino che non crede più a nulla, che ha paura e che non si fida di nessuno.

 

5) Vittimismo

“Tutti attaccano il Movimento, un motivo ci sarà! Il Movimento dà fastidio ai poteri forti, per questo ha contro tutta la stampa e tutti i partiti controllati, manovrati e corrotti.”

Nel loro libro-manifesto del 2011, Grillo e Casaleggio scrivevano: “Il cittadino che si informa su Internet non segue più la televisione, né legge i giornali. Vive in una dimensione parallela. Lui è informato, gli altri sono disinformati dal Potere. Una divisione netta”.

Dunque, da una parte ci sono le élite corrotte, i loro servi e i loro complotti contro il Movimento e il suo capo, e dall’altra i detentori della verità digitale. Ad ogni articolo o intervento critico contro il Movimento corrisponde un’ondata di insulti da parte dei seguaci del Movimento stesso.

Le forze politiche che hanno descritto il Movimento 5stelle come il male assoluto e hanno risposto con lo stesso linguaggio fatto di ingiurie e calunnie non hanno fatto altro che alimentare la sua egemonia, perché gli insulti gridati sono tutti uguali, le idee, invece, no.

Toccare la pancia di un’Italia delusa non è un male, e non lo è neppure affrontare le tematiche richieste dalle masse popolari. È la pochezza delle idee che andava contrastata fin dall’inizio, magari restituendo un po’ di civiltà al dibattito pubblico, affinché tornassero visibili le distinzioni qualitative di ciascuno. Accusare, dall’alto, esponenti ed elettori del Movimento, definendoli una massa di ignoranti, è una mossa alla Sgarbi, oltre che fallimentare. Il Movimento ringrazia.

 


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Una risposta

  1. 16 aprile 2018

    […] LE 5 STELLE ALLA BASE DEL SUCCESSO DEL MOVIMENTO […]

     

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