CHE GUEVARA: 50 ANNI DALL’ASSASSINIO

Ernesto Guevara, meglio noto come “il Che”, a 50 anni dal suo assassinio è ancora un eroe, e lo sarà sempre.

Da sinistra Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara

Ernesto Che Guevara era un medico argentino che nel novembre del 1956, divenuto amico di Fidel Castro, partì per partecipare alla spedizione per liberare Cuba dal tirannico dittatore Fulgencio Batista, salito al potere grazie ad una serie di colpi di Stato e all’appoggio degli Stati Uniti d’America.

Nel 1959 i rivoluzionari cubani riuscirono a rovesciare il regime di Batista e a fondare un governo democratico socialista guidato da Fidel Castro e tutt’ora in vigore sotto la guida della stessa dinastia.

Ernesto Guevara, nel 1961, fu nominato ministro dell’industria (una sorta di ministro dell’economia) del governo, ma non perse mai di vista i suoi ideali, tanto che nel 1965 si dimise e lasciò Cuba per guidare l’insurrezione in Congo e, l’anno successivo, la guerriglia in Bolivia e diffondere gli ideali della rivoluzione. Catturato dalle forze governative boliviane, venne assassinato il 9 ottobre 1967, esattamente 50 anni fa.

“Era in condizioni pietose, sporco, puzzolente, sconvolto. Il suo copricapo nero era sporco. Non aveva neanche le scarpe, solo brandelli di pelli animali coprivano i suoi piedi. Indossava un calzino blu e uno rosso. Il Che era rimasto ferito al polpaccio destro mentre cercava di scappare alla cattura”, racconta Gary Prado Salmòn, il generale che l’8 ottobre 1967 lo catturò, “era depresso, del tutto demoralizzato. Vedeva la fine. Cinque dei suoi guerriglieri erano stati uccisi, non era contento di questo. Mi vide richiamare altri soldati per mettere in sicurezza l’area e disse: “Non si affanni capitano, è la fine. È finita”.

L’indomani arrivò l’ordine dal presidente e dagli alti comandi militari di ucciderlo. “Contrariamente a quanto si racconta che nessuno voleva tirare il grilletto, tutti i soldati erano pronti a farlo”, confessa Prado, “entrarono e fecero fuoco. Tutto è avvenuto molto rapidamente. Il Che morì al primo colpo. Nessun discorso, nessun addio, niente”.

La sua fu una morte ignobile, a fronte di una vita vissuta per i giusti ideali di democrazia, libertà, giustizia ed uguaglianza, senza mai accontentarsi di ogni traguardo o risultato raggiunto.

Di lui non devono rimanere i gadget o le magliette con la sua icona stampata, simboli del capitalismo che lui stesso ha tanto ripudiato e combattuto. Di Che Guevara devono rimanere gli ideali, la coerenza con ciascuno di questi, l’onestà e il ricordo dell’esempio di uomo e politico che fu ed è tutt’ora.

Ernesto Che Guevara

“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario.”

(Ernesto Che Guevara, tratto dalla sua lettera ai figli)

 

 

 

 

 


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(Immagine in evidenza tratta da “www.history.com”)

 

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2 Risposte

  1. 19 novembre 2017

    […] CHE GUEVARA: 50 ANNI DALL’ASSASSINIO […]

     
  2. 14 dicembre 2017

    […] CHE GUEVARA: 50 ANNI DALL’ASSASSINIO […]

     

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