SACCO E VANZETTI: 90 ANNI DALL’ESECUZIONE

La storia dei due italiani emigrati negli Usa e condannati a morte innocenti è una ferita della giustizia americana ancora aperta e dolorosa.

Sacco e Vanzetti

Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, rispettivamente pugliese e piemontese, furono due anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti nel 1908. Trascorsero la loro vita nel Massachusetts, svolgendo i mestieri più consueti per gli immigrati in quegli anni, ma, prevalentemente, Sacco lavorò come calzolaio e Vanzetti come pescivendolo. Una cosa li accomunava fortemente: non si sono mai tirati indietro dal professare le loro idee socialiste, anarchiche e pacifiste.

Nell’aprile del 1920, nel clima americano pieno di pregiudizi e ostilità verso gli stranieri, soprattutto italiani, furono accusati di essere gli autori di una rapina in una fabbrica di calzature, dove rimasero vittime un cassiere e una guardia giurata.

Il processo, nonostante i forti dubbi sulla loro responsabilità, la mancanza di prove accusatorie certe e, nel 1925, la confessione del pregiudicato Celestino Madeiros, con cui lo stesso ammetteva di essere l’autore della rapina assieme ad altri due complici, scagionando completamente i due italiani, si concluse con una condanna a morte sulla sedia elettrica per i due anarchici.

Quando questa fu resa nota, ebbero luogo numerosi appelli, petizioni e manifestazioni pubbliche che riempirono le strade di gente, fino al giorno dell’esecuzione. Anche Benito Mussolini, nonostante l’ideologia politica ben distante da quella di Sacco e Vanzetti, cercò in qualche modo di adoperarsi perché fossero risparmiati, così come numerosi intellettuali, tra cui Albert Einstein e Bertrand Russell, che sostennero una campagna per i due immigrati italiani. Purtroppo fu tutto inutile: Sacco e Vanzetti videro la loro esecuzione sulla sedia elettrica il 23 agosto 1927, scatenando indignazione e rivolte.

Sacco e Vanzetti, furono giustiziati innocenti per razzismo, xenofobia, e per i loro ideali, fatti di battaglie per i più deboli e di propaganda pacifista contro la guerra.

I loro funerali furono seguiti da oltre 400mila persone con indosso un bracciale con su scritto “La giustizia è stata crocifissa. Ricordatevi del 23 agosto 1927” ed esattamente cinquant’anni dopo il loro assassinio, il governatore del Massachusetts Michael S. Dukakis riabilitò le figure di Sacco e Vanzetti, ammettendo le ingiustizie e gli errori commessi nel processo ai due anarchici e istituendo il “Sacco e Vanzetti Memorial Day”, da allora celebrato ogni 23 agosto, il cui proclama ufficiale afferma che “il processo e l’esecuzione di Sacco e Vanzetti devono ricordarci sempre che tutti i cittadini dovrebbero stare in guardia contro i propri pregiudizi, l’intolleranza verso le idee non ortodosse, con l’impegno di difendere sempre i diritti delle persone che consideriamo straniere, per il rispetto dell’uomo e della verità”.

È importante ricordare un passaggio dell’epistolario di Sacco e Vanzetti che recita: “Mai, vivendo l’intera esistenza, avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini”.

I razzismi, la xenofobia, le discriminazioni e l’intolleranza verso il prossimo hanno origine dall’ignoranza ed hanno causato e stanno tutt’ora causando tanti danni sociali e davvero troppe vittime.

È il momento di finirla.

 

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