CYBER-BULLISMO, IL CANCRO DELLA RETE

Le fondamentali battaglie di Selvaggia Lucarelli e Laura Boldrini e l’importante messaggio per tutelare e proteggere il futuro di tutti.

La Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini (Tratto da “www.sardiniapost.it”)

“Adesso basta” è l’urlo con cui la Presidente della Camera Laura Boldrini ha finalmente annunciato l’inizio della sua battaglia legale contro gli “haters” che quotidianamente le scrivono messaggi violenti, intimidazioni, insulti e minacce del tutto inconcepibili e devastanti per qualsiasi essere umano.

Ma il suo non è un caso isolato, perché, purtroppo, il mondo dei Social Network ne conosce tantissimi altri ed altrettanto pesanti. L’esempio migliore è Selvaggia Lucarelli, opinionista, conduttrice radiofonica e televisiva, blogger e giornalista, che già da tempo vive sulla sua pelle una situazione insostenibile e ingiusta, che l’ha portata a cominciare, da circa un anno, un’importante e faticosa battaglia contro questo tipo di bullismo in rete, chiamato cyber-bullismo, cercando di proteggere se stessa, la sua famiglia e, addirittura, altre persone che vivono lo stesso dramma e vogliono, per necessità, fare qualcosa.

Selvaggia Lucarelli (Tratto da “www.televisionando.it”)

E per questa stessa battaglia, scrive sul suo profilo Facebook, è “in balia della peggiore feccia del web in un modo che non si sospetta neppure”. Il cyber-bullo (o la cyber-bulla) ruba la serenità e riesce a raggiungere e colpire ogni istante della vita del bullizzato o, come molto più spesso accade, della bullizzata: l’odio in rete contamina tutto senza scrupoli e, nella maggior parte dei casi, come racconta Selvaggia Lucarelli, riguarda le donne, anche minorenni, perché viviamo in una realtà in cui “una donna deve essere sempre e costantemente rimessa al suo posto. Devi avere un basso profilo ed essere defilata, non devi dare troppo nell’occhio, altrimenti sei stronza, acida, presuntuosa, non scopi abbastanza”. “Ho visto”, spiega sempre la Lucarelli su Facebook, “ragazze anche minorenni che imploravano gli admin di alcune pagine in cui venivano derise di togliere le loro foto in costume e ragazzine di 16 anni che chiedevano di togliere il video (rubato con telecamera nascosta) della mamma con problemi mentali”.  Sono all’ordine del giorno minacce come, ad esempio, “ti insulteremo così tanto che andrai da un analista, brutta troia” o “puttana devi morire, brutta zoccola che ti stupri un negro” e tante, troppe altre, talvolta addirittura peggiori.

Tutto questo è semplicemente assurdo.

Selvaggia Lucarelli sta silenziosamente, altrimenti “cerchi like e popolarità”, portando avanti una fondamentale battaglia, ma si è trovata sola, priva del sostegno necessario di autorità competenti e stampa, eccetto il suo giornale.

Nessuno si è mai esposto, uomini e anche donne.

Recentemente, Laura Boldrini, che ha sempre cercato di ignorare questo grave e davvero diffuso tipo di violenza, ha fatto sapere di essere arrivata al limite, di aver capito che gli incontri, i convegni e i manifesti non bastano per sradicare questo vero e proprio cancro dalla rete e si è dichiarata pronta a ricorrere anche alle vie legali per proteggersi e, soprattutto, per dare l’esempio a tutte le vittime di bullismo e cyberbullismo e “dimostrare che in uno Stato di diritto chiunque venga aggredito può difendersi attraverso le leggi. E senza aggiungere odio all’odio, ne abbiamo già abbastanza.”. Lei stessa, nella sua pagina Facebook, sostiene che “lasciar correre significherebbe autorizzare i vigliacchi a continuare con i loro metodi e non opporre alcuna resistenza alla deriva di volgarità e violenza.”, e sottolinea come siano necessità impellenti incoraggiare le vittime ad uscire dal silenzio per denunciare e, soprattutto, educare le nuove generazioni a un uso responsabile e consapevole della rete. Su questo punto si esprime chiaramente anche la Lucarelli, che afferma “a 18 anni guidi una macchina, voti, puoi anche imparare a usare un social network. Figuriamoci a 50.”.

Se le parole fanno male più di qualsiasi altra violenza, quelle scritte e leggibili in mondovisione uccidono. Lo hanno già fatto e lo faranno ancora se non si fa qualcosa di davvero serio e chiaro. Si tratta del mondo in cui abitiamo, del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

La lotta al bullismo, fisico o cyber che sia, riguarda la vita delle persone, spesso appesa ad un filo e dal valore sempre inestimabile e inopinabile.

Rappresentazione cyber-bullismo (Tratto da “www.scuolazoo.com”)

 

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2 Risposte

  1. 6 dicembre 2017

    […] CYBER-BULLISMO, IL CANCRO DELLA RETE […]

     
  2. 4 febbraio 2018

    […] CYBER-BULLISMO, IL CANCRO DELLA RETE […]

     

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