CONSIGLIO COMUNALE ALL’INSEGNA DELLO SCANDALO

Qualche considerazione in merito al Consiglio Comunale dello scorso 27 luglio, per fare un po’ di chiarezza in merito al caso-scandalo del momento.

Sala Consigliare del Comune di Imola (Tratto da “www.romagnanoi.it”)

Questa seduta di Consiglio Comunale, se così si può chiamare, è stata all’insegna di urli e pesantissime accuse mosse da Forza Italia e Movimento 5Stelle verso l’Amministrazione Comunale. Tutto è iniziato dall’interrogazione urgente in merito al caso dell’82enne con il marito malato di Alzheimer e la madre 102enne a carico, che negli ultimi giorni ha protestato sotto l’androne del Palazzo Comunale e, per bocca del Consigliere Carapia, anche sui social, sostenendo di essere stata abbandonata dall’Asp e dal Comune, che non le hanno messo a disposizione un posto in una struttura pubblica.

Partendo dal presupposto che gestire un malato di Alzheimer è qualcosa di molto complesso e difficoltoso per tutti, compresi gli operatori sanitari, quindi figuriamoci per un’anziana di 82 anni, occorre fare una profonda riflessione: che cosa è stato criticato? Sono state fatte delle proposte? E queste sono realizzabili? Insomma, la “discussione” in Consiglio Comunale è servita a qualcosa?

Le risposte a queste domande, a mio modo di vedere oggettive e, in ogni caso, verificabili riguardando la registrazione video della seduta sul portale del Comune di Imola, sono davvero deludenti.

Il Consigliere Carapia, Capogruppo di Forza Italia, non ha fatto altro che sbraitare contro la Giunta Comunale e i Consiglieri di maggioranza, pronunciando, con parole davvero pesanti, gravi accuse e urlando alla vergogna più totale per il caso della Sig.ra Pirazzoli, tirando in ballo anche il Sindaco Daniele Manca, le sue possibili e vicine dimissioni e la sua quasi annunciata candidatura alla Camera dei Deputati.

Nonostante tutto ciò sembri una grave strumentalizzazione politica di chi, senza dati dettagliati alla mano e  sfruttando le persone e i casi limite, vuole attaccare il Governo della città e il sistema intero per guadagnare consenso, meglio dedicare lo spazio alle cose davvero utili, proprio quello che non è stato fatto nella sede opportuna, il Consiglio Comunale. Ecco, io credo che la sala Consigliare Comunale debba essere prima di tutto un luogo di incontro e confronto, che abbia come obiettivo primario la ricerca di soluzioni e proposte per migliorare la qualità della vita in una città. E sicuramente può servire citare alcuni casi limite in questa sede, per stimolare una maggiore attenzione, ma anche promuovere e cercare di attuare i provvedimenti migliori ed a più ampio raggio possibile.

Penso che impostare una seduta su un caso specifico sia molto limitativo, senza pensare al fatto che, addirittura, non siano stati presentati dati dettagliati della situazione e non sia stata fatta una minima critica o proposta costruttiva, salvo il raccapricciante e inconsapevole tentativo della Consigliera grillina Sangiorgi, il cui intervento ha poi giustamente trovato le immediate, brucianti ed incontestabili risposte della Presidente dell’Asp imolese Gigliola Poli, oltre che un invito ufficiale a visitare una delle strutture pubbliche per conoscerne davvero il funzionamento e l’efficacia e poter pronunciare parole attendibili e consapevoli.

Tornando al caso dell’anziana Sig.ra Pirazzoli, c’è da dire che, indubbiamente, si tratta di un problema difficile da affrontare, ma non si può che ricordare, come ha fatto la Presidente Poli in Consiglio, che proprio l’anziana, decima nella graduatoria prevista per l’assegnazione dei posti nelle strutture, era stata convocata da un’assistente sociale per attivare una nuova Unità di valutazione geriatrica (Uvg) per rivalutare le condizioni del marito, in modo che, se si fosse aggravato, venisse aumentato il suo punteggio per riuscire ad ospitarlo nel minor tempo possibile in una casa di riposo pubblica accreditata. Ma a questo appuntamento non si è presentata, non ha firmato ed è andata a fare le sue contestazioni, nonostante altri contatti da parte dell’Asp per valutare l’esistenza delle condizioni per un eventuale aiuto economico alla sua famiglia.

Si tratta di una questione molto più complicata rispetto a quello che il Consigliere Frati, la Consigliera Sangiorgi e, soprattutto, il Consigliere Carapia hanno descritto in Consiglio Comunale, in quanto si è trattata di un’accusa indiscriminata di una parte politica e una contestazione dell’operato di un ente come l’Asp,  senza contestualizzarne i presupposti coerenti (metodi, processi, servizi), ma solo una presunta appartenenza politica.

Innanzitutto, se il marito dell’anziana si trova al decimo posto nella graduatoria, significa che esistono altre nove situazioni più gravi e, come ha spiegato la Presidente Poli, il punteggio non tiene conto solo dell’avanzamento della malattia, ma di tanti altri fattori molto rilevanti per garantire un servizio egualitario ai cittadini. In ogni caso, è sempre possibile richiedere, come detto prima, una rivalutazione per considerare eventuali aggravamenti.

Inoltre sono garantiti contributi economici da parte del Comune per andare a coprire i costi che le famiglie non sono in grado di sostenere, pertanto resta da capire quale sia la situazione famigliare dell’anziana. Nessuno ha parlato a riguardo. Ci sarà un motivo? Se si vuole fare chiarezza la si faccia fino in fondo, altrimenti è fisiologico che quella di Forza Italia e Movimento 5stelle passi come una inaccettabile strumentalizzazione e speculazione sulle persone attuata da chi si trova in piena campagna elettorale.

Quello che resta di questa seduta di Consiglio Comunale? Un po’ di popolarità, qualche articolo, qualche foto in posa di indignazione da pubblicare sui social network e nessuna, ma davvero nessuna proposta o idea di cambiamento. Siamo di fronte ad una Politica che lavora per il bene dei cittadini o ad una politica fine a se stessa, che si limita a sbraitare senza descrivere interamente le situazioni e, soprattutto, povera di idee propositive?

Sarebbe stato sicuramente più utile mettere in discussione ed indignarsi per i 3.300 euro mensili da pagare per entrare in una struttura privata, in attesa del posto in una pubblica, che ne costa, invece, 1.550, meno della metà, piuttosto che incassare il gettone presenza per dare libero sfogo ad accuse e urli che fanno solo notizia, ma non risolvono i problemi. O magari una critica concreta verso il sistema attuale, perché, se si vuole davvero aiutare la Sig. Pirazzoli, bisogna agire sui criteri che stanno alla base della graduatoria, analizzarli con un esperto e capire se davvero si tratta di criteri discriminatori e incoerenti. Non si può sparare a zero senza conoscere minimamente ciò di cui si sta parlando, nonostante siano del tutto comprensibili le preoccupazioni dell’anziana.

Non si chiedono miracoli, ma da un Consiglio Comunale che faccia davvero il suo lavoro ci si aspetta ben altro.

Infine, una brevissima osservazione in merito ad un botta e risposta tra il Consigliere Peppi e il Consigliere Carapia, in cui il primo si chiedeva umilmente e con spirito propositivo se fosse davvero stato fatto il massimo con le risorse a disposizione, sentendosi replicare dal secondo come la politica non debba farsi domande, ma debba dare delle risposte.

Ma è proprio sicuro, sig. Carapia, di aver fatto per la Sig.ra Pirazzoli e, più in generale, per la cittadinanza qualcosa di utile e di aver dato delle risposte vere? I fatti, purtroppo, dicono di no, e non prendono neanche in considerazione il suo voto contrario (e l’astensione dei 5stelle), espresso durante la stessa seduta consigliare, agli investimenti su scuole e impianti sportivi e, in particolare, al progetto di completamento della Bretella, che, come anche da lei spesso sostenuto e, addirittura, proposto, porterebbe notevoli miglioramenti alla viabilità e al collegamento nord-sud della città.

In ogni caso, i cittadini parleranno.

Per ora basta leggere il comunicato che l’Asp ha diffuso, con il quale ha fatto sapere che la Sig.ra Pirazzoli ha accettato il percorso di aiuto per il marito che le era stato proposto dall’assistente sociale sin dal primo appuntamento, quando non ascoltò la proposta e se ne andò dicendo che non sarebbe finita così.  Dopo la gigantesca odissea mediatica, fortemente alimentata dai consiglieri di Forza Italia e Movimento 5Stelle e da una testata giornalistica (che ultimamente sembra più scandalistica), la signora ha capito che le strade per accedere ai servizi sono quelle regolamentari che utilizzano tutti i cittadini. “I servizi nel nostro territorio sono presenti, funzionano e cercano di dare risposte a tutti in modo equo, adeguato al bisogno manifestato e sussidiario rispetto alla rete familiare” (Gigliola Poli, Presidente Asp). Questo fatto dimostra che siamo ormai in piena campagna elettorale. Quello che preoccupa è ciò che alcuni personaggi sono disposti a sfruttare per guadagnare consenso. C’è sempre un ampio margine di miglioramento, soprattutto quando si tratta di servizi pubblici, ma mettere in discussione un sistema intero è paradossale e da scellerati.

In particolare, sfruttare a fini meramente politici un caso come quello della Sig.ra Pirazzoli è davvero di cattivo gusto e da scellerati. Il consenso si guadagna diversamente, magari contribuendo davvero, con idee e proposte propositive, a migliorare la situazione.

 

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